La Sua valutazione dei rischi ISO 27005 passo dopo passo, pronta per l'audit.
Scaricare la guida gratuita ↓Una guida pratica completa (22 pagine, in inglese) scritta da un consulente e formatore certificato: l'intero processo di gestione dei rischi, con scale di esempio, una matrice 5x5, un registro dei rischi compilato, un caso pratico e gli errori che gli auditor trovano di continuo.
- Il processo completo: contesto, identificazione, analisi, ponderazione e trattamento
- Un modello di matrice 5x5 e un registro dei rischi con un esempio compilato
- Gli errori più frequenti in audit (e come evitarli)
A chi è rivolta questa guida?
Pensata per chi deve superare un audit con la prossima valutazione dei rischi.
E se desidera mettersi alla prova prima di decidere, il campione del nostro esame di prova per ISO/IEC 27005 Risk Manager è gratuito e non richiede alcuna registrazione.
Che cos'è davvero la ISO/IEC 27005
La ISO/IEC 27005 è la norma internazionale che fornisce le linee guida per la gestione dei rischi relativi alla sicurezza delle informazioni. Non sostituisce la ISO/IEC 27001: spiega come condurre la valutazione e il trattamento dei rischi che il requisito 6.1 della ISO/IEC 27001 impone. In pratica, la ISO/IEC 27001 Le dice che deve gestire il rischio per la sicurezza delle informazioni, e la ISO/IEC 27005 Le mostra un modo difendibile per farlo. L'edizione 2022 allinea il proprio vocabolario alla ISO/IEC 27001:2022 e ai principi generali di gestione del rischio della ISO 31000, quindi i termini che seguono sono quelli che un auditor si aspetta di sentire.
Il processo di gestione dei rischi ISO 27005, passo dopo passo
Il processo è un ciclo, non un esercizio una tantum. Queste sono le fasi, nell'ordine in cui conviene svolgerle.
1. Stabilire il contesto
Prima di valutare qualsiasi cosa, si fissano le regole dell'esercizio: il campo di applicazione, i fattori interni ed esterni, le persone coinvolte e, soprattutto, i criteri di rischio. I criteri di rischio sono il metro con cui deciderà quanto è grande un rischio e, aspetto decisivo, quali rischi è disposto ad accettare. Definire i criteri di accettazione alla fine, quando i risultati sono già noti, è il modo più comune di falsare una valutazione. Li decida prima, per iscritto.
2. Identificare i rischi
La ISO/IEC 27005:2022 ammette due approcci complementari. L'approccio basato sugli asset parte da ciò che si protegge (informazioni, sistemi, processi) e si chiede quali minacce e vulnerabilità si applicano a ciascuno. L'approccio basato sugli eventi parte dagli scenari che si temono (un attacco ransomware, una violazione presso un fornitore, un portatile smarrito) e risale agli asset che ne sarebbero colpiti. I programmi più maturi combinano i due approcci. Il risultato di questa fase è un elenco di scenari di rischio, ciascuno espresso come una minaccia che sfrutta una vulnerabilità con una conseguenza.
3. Analizzare i rischi
Per ogni scenario si stimano due cose: la verosimiglianza che si verifichi e la conseguenza nel caso in cui accada. Si può procedere in modo qualitativo (una scala, ad esempio da 1 a 5) o quantitativo (in denaro o in tempo). La combinazione dà un livello di rischio. Tenga la scala scelta per iscritto e la applichi allo stesso modo a ogni scenario, altrimenti i risultati non saranno confrontabili.
4. Ponderare i rischi
Ora si confronta ogni livello di rischio con i criteri fissati nella fase 1 e si mettono i rischi in ordine di priorità. La ponderazione è il momento in cui si decide che cosa richiede un trattamento e che cosa rientra già nella propensione al rischio. È una fase decisionale, non di calcolo, e spetta ai risk owner, non a chi ha compilato il foglio di calcolo.
5. Trattare i rischi
Per ogni rischio che supera i criteri si sceglie una di quattro opzioni: modificarlo aggiungendo o rafforzando i controlli (i controlli della ISO/IEC 27002 e dell'Allegato A della ISO/IEC 27001 sono il catalogo abituale), mantenerlo consapevolmente perché rientra nella propensione al rischio, evitare l'attività che lo genera, oppure condividerlo, ad esempio tramite un'assicurazione o un contratto. Il risultato è un piano di trattamento dei rischi, e i controlli che decide di applicare sono quelli che compongono la Sua Dichiarazione di applicabilità.
6. Accettare, monitorare e comunicare
Il rischio che rimane dopo il trattamento è il rischio residuo, e deve essere accettato esplicitamente dal risk owner, non lasciato implicito. Da lì il ciclo continua: monitorare se verosimiglianze e conseguenze stanno cambiando, riesaminare la valutazione con una cadenza definita e dopo ogni cambiamento significativo, e comunicare i risultati a chi prende le decisioni. Una valutazione fatta una volta e archiviata è una valutazione già superata.
La matrice di rischio 5x5
La matrice 5x5 è il modo più comune per trasformare verosimiglianza e conseguenza in un unico livello di rischio. Si legge individuando la riga della verosimiglianza e la colonna della conseguenza: la cella in cui si incontrano è il livello di rischio.
| 1 Trascurabile | 2 Minore | 3 Moderata | 4 Grave | 5 Severa | |
|---|---|---|---|---|---|
| 5 Quasi certa | Medio | Alto | Alto | Critico | Critico |
| 4 Probabile | Medio | Medio | Alto | Alto | Critico |
| 3 Possibile | Basso | Medio | Medio | Alto | Alto |
| 2 Improbabile | Basso | Basso | Medio | Medio | Alto |
| 1 Rara | Basso | Basso | Basso | Medio | Medio |
Le etichette contano meno della disciplina che c'è dietro. Due regole mantengono onesta una matrice. La prima: definire che cosa significa ogni numero prima di assegnare i punteggi, in modo che «3 Moderata» sia la stessa cosa per ogni scenario e per ogni valutatore. La seconda: decidere in anticipo quali livelli saranno accettati (ad esempio, Basso si accetta, Medio si monitora, Alto e Critico richiedono un trattamento), così che la matrice guidi le decisioni invece di limitarsi a colorarle.
Un registro dei rischi compilato
Il registro dei rischi è il punto in cui il processo diventa un documento di lavoro. Non richiede un software particolare: un foglio di calcolo ben strutturato è sufficiente, ed è il modo in cui Le consigliamo di iniziare. Qui sotto trova due righe compilate come le terrebbe un valutatore.
| ID | Asset / processo | Scenario di rischio | Vulnerabilità | Controlli esistenti | V (1-5) | C (1-5) | Livello | Trattamento | Responsabile | Scadenza |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| R-01 | Banca dati clienti (CRM) | Un ransomware cifra i dati di produzione | I backup vengono eseguiti ma i ripristini non vengono mai testati | Backup giornaliero, rilevamento sugli endpoint | 3 | 5 | Alto | Modificare: test di ripristino trimestrali, una copia offline | Responsabile IT | 2026-Q4 |
| R-02 | Portatili dei dipendenti | Un portatile rubato espone dati personali | Cifratura del disco non imposta su tutti i dispositivi | Registrazione dei dispositivi nell'MDM | 2 | 4 | Medio | Modificare: imporre la cifratura completa del disco tramite MDM | CISO | 2026-11-30 |
Noti che cosa rende esplicito ogni riga: un responsabile con nome, un'opzione di trattamento (non un semplice commento) e una data di scadenza. Sono queste tre colonne a trasformare un elenco di preoccupazioni in qualcosa che un auditor accetta come evidenza.
Gli errori che gli auditor trovano di continuo
- Criteri di accettazione decisi troppo tardi. Se si decide che cosa è accettabile solo dopo aver visto i punteggi, i criteri si piegano alla risposta che si voleva ottenere.
- Un metodo non ripetibile. Senza scale scritte, due valutatori producono due numeri diversi per lo stesso rischio, e la valutazione dell'anno prossimo non potrà essere confrontata con questa.
- Nessun risk owner. Se nessuno è nominato, nessuno accetta il rischio residuo, e l'accettazione è un requisito, non una cortesia.
- La Dichiarazione di applicabilità non coincide con il piano di trattamento. Controlli segnati come applicabili che non compaiono da nessuna parte nel piano, o controlli pianificati assenti dalla SoA, sono tra le non conformità più frequenti.
- Rischio residuo mai accettato formalmente. Il trattamento viene pianificato, ma il rischio che rimane dopo non viene mai rivalutato né approvato.
- Valutato una volta, mai riesaminato. Un registro con una sola data, mesi dopo l'ultimo cambiamento importante, dice all'auditor che il processo non è vivo.
- Rischi generici copiati da un modello. Un registro che potrebbe appartenere a qualsiasi organizzazione non appartiene a nessuna. Gli scenari devono riflettere il Suo contesto reale.
Dove si colloca la certificazione
Condurre bene questo processo è una competenza, e per questa competenza esistono certificazioni riconosciute. La ISO/IEC 27005 Foundation copre i concetti e il vocabolario. La certificazione ISO/IEC 27005 Risk Manager attesta che è in grado di condurre l'intero processo di valutazione e trattamento, e la ISO/IEC 27005 Lead Risk Manager è rivolta a chi guida il programma di gestione dei rischi. Ogni corso è disponibile in autoapprendimento e in autoapprendimento con accompagnamento individuale. Se il Suo contesto è il settore pubblico francese o un requisito dell'ANSSI, il metodo EBIOS Risk Manager è la scelta abituale, e la nostra guida a EBIOS RM spiega quando preferirlo alla ISO/IEC 27005. Il percorso formativo sul rischio mostra la sequenza completa.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra ISO 27005 e ISO 27001?
La ISO/IEC 27001 è la norma certificabile per un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni, e richiede di valutare e trattare il rischio. La ISO/IEC 27005 è la linea guida che spiega come svolgere quella valutazione e quel trattamento. Ci si certifica rispetto alla 27001; si segue la 27005 per arrivarci.
ISO 27005 o ISO 31000: quale uso?
La ISO 31000 è il quadro generale per la gestione del rischio in qualsiasi disciplina. La ISO/IEC 27005 applica quegli stessi principi specificamente alla sicurezza delle informazioni e li collega alla ISO/IEC 27001. Se il Suo tema è la sicurezza delle informazioni, la 27005 è quella che parla la Sua lingua.
Serve un software per applicare la ISO 27005?
No. Né la ISO/IEC 27005 né alcun auditor prescrivono uno strumento. Un foglio di calcolo strutturato è sufficiente per una valutazione completa, ed è il modo giusto per cominciare. Un software dedicato diventa utile quando si mantengono molte valutazioni nel tempo, non per la prima.
Il modello di registro dei rischi è davvero gratuito?
Sì, senza alcuna condizione e senza carta di credito. L'intero processo descritto sopra è in questa pagina, da leggere liberamente. Il modulo aggiunge soltanto la possibilità di ricevere la versione PDF impaginata con il modello incluso.
Con quale certificazione conviene iniziare?
Se è nuovo al lavoro sul rischio, cominci con la Foundation per fissare il vocabolario, poi con la Risk Manager per esercitarsi sull'intero processo. Se conduce già valutazioni e deve guidare il programma, passi direttamente alla Lead Risk Manager.
